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Archive for marzo 2010|Monthly archive page

New York Times: “Il futuro Papa Benedetto XVI non agì contro gli abusi di un prete nel Wisconsin”

InUncategorized su 25 marzo 2010 a 8:27 AM

Scoop del New York Times.

Tre articoli in prima pagina su una vicenda di abusi nel Wisconsin che, una volta segnalati al futuro Papa Benedetto XVI, non portò alla rimozione del prete, a capo di una scuola per non udenti, che avrebbe abusato di 200 bambini.

Qui c’è l’articolo principale a firma di Laurie Goldstein. E’ accompagnato da un approfondimento sui tanti scandali che stanno vedendo la luce in questo periodo che coinvolgono la chiesa cattolica. Data l’importanza del caso, il NYT pubblica anche una scansione di una lettera che documenta gli abusi.

Oltre a questo c’è anche una linea cronologica che mostra la successione degli eventi.

Ora ci sono articoli su Ansa, Corriere della Sera, Repubblica etc.

Mercoledì 17 Marzo 2010 | Tronchetti Provera, Mucchetti e i dossier Telecom

InUncategorized su 17 marzo 2010 a 9:02 AM

Oggi, in taglio basso a pagina 22 c’è un articolo a firma di Luigi Ferrarella. “Caso Telecom, confronto sulle pressioni ai giornali”. Il Corriere della Sera è controllato da un patto di sindacato, riassunto qui. Tronchetti Provera è anche presente nel patto, tramite Pirelli. Sarebbe emerso che Tavaroli, responsabile sicurezza di Telecom allora guidata da Tronchetti Provera, abbia “dossierato” Massimo Mucchetti, assunto poi come vicedirettore ad personam proprio al Corriere.

Su Repubblica invece, “Tronchetti, difesa e imbarazzi in aula ‘Tavaroli non spiava per conto mio’”. Si parla delle domande dei legali di Cir (editore del gruppo L’Espresso), nessuna menzione di Mucchetti invece, ex vicedirettore de L’Espresso.

Martedì 16 marzo | New look per Repubblica.it?

InUncategorized su 16 marzo 2010 a 8:05 AM

Repubblica Milano (ma anche Roma) cambia layout. La differenza rispetto al precedente è evidente: maggiore pulizia anche se in generale manca un po’ di rigore grafico che farebbe la differenza.

Intanto, in attesa che anche Repubblica.it cambi layout anche perché ormai appare un po’ stagionato e troppo pieno di input disordinati:


Chissà che il cambiamento della pagina milanese non sia il test per un cambiamento del sito di informazione più visitato in Italia. Sarebbe anche ora.

Venerdì 12 Marzo 2010 | Roger Cohen, Firenze e la Op-Ed page del New York Times

InUncategorized su 12 marzo 2010 a 7:41 AM

C’è un interessante articolo di Roger Cohen sul New York Times. Intanto due righe di biografia:

Roger Cohen joined The New York Times in 1990. He was a foreign correspondent for more than a decade before becoming acting Foreign Editor on September 11, 2001, and Foreign Editor six months later.Since 2004 he has written a column for the Times-owned International Herald Tribune…

Nella Op-Ed page, c’è un articolo intitolato “Scelte Fiorentine”, “Florentine Choices”.
Il pezzo parla dell’aereoporto di Firenze e di molto altro. La versione integrale è qui.

Questo è – forse – il passaggio più significativo:

Mercoledì 10 marzo 2010 | Il Buongiorno di Massimo Gramellini

InUncategorized su 10 marzo 2010 a 9:32 AM

Un mese fa, si diceva di Jena – rubrica de La Stampa. Oggi, Buongiorno di Massimo Gramellini. In taglio basso da martedì in avanti (il lunedì c’è lo sport) e la domenica anche da Fazio a Che tempo che fa. Qui l’archivio delle rubrica.
Da Wikipedia:

Torinese e torinista, ha peregrinato a lungo tra Milano, Roma (Corriere dello Sport) e la Liguria, prima di ritornare a Torino e diventare uno dei vicedirettori e delle firme de La Stampa diretto da Mario Calabresi.
Dal 1999 scrive quotidianamente un corsivo sulla prima pagina in taglio basso, intitolato “Buongiorno”, dove in poche righe commenta con ironia uno dei fatti principali della giornata. Già direttore di Specchio, il settimanale della Stampa, una volta tornato alla sua passione per la scrittura, ha deciso di mantenere per sé la pagina della “posta del cuore”. Collabora da anni con la trasmissione Che tempo che fa diFabio Fazio. Ha pubblicato diversi libri che trattano della società e della politica italiana.

Oggi il Buongiorno è intitolato “L’Asilo della Morale”

La pedofilia non riguarda solo il clero, ma anche altri ambienti – dice il portavoce vaticano padre Lombardi – ed è bene occuparsi pure di questi. Certo, padre, è sempre bene occuparsi dell’universo mondo. Per esempio della regressione all’infanzia che induce uomini attempati a comportarsi come all’asilo, annegando le proprie responsabilità in quelle del prossimo. Lo fanno anche gli altri… Perché colpite solo me e non gli altri… È un complotto ordito dagli altri…

A mandare in paranoia certe persone non è la multa rifilata loro dal vigile, ma il fatto che non l’abbia estesa alla macchina accanto. Non l’otto in condotta del figlio, ma il nove dato al suo vicino di banco che è notoriamente più teppista. Appena un politico compie qualche malefatta, i giornali della sua parte cercano subito un pretesto per dimostrare che anche quelli della parte avversa rubano, trafficano, frequentano le escort esattamente come lui. E che gioia, che goduria, nel poter affermare che gli altri fanno schifo come noi, e che il vero scandalo non è che tutto sia uno schifo, ma che ne sia venuto a galla soltanto il pezzo che ci riguarda. Gesù diceva: chi è senza peccato scagli la prima pietra. Ma lo diceva per indurci a perdonare il prossimo, non a sollevare polveroni dentro i quali far scomparire le responsabilità individuali. Se persino il portavoce vaticano comincia a ragionare così, forse bisognerà ricordargli che chi si ritiene investito di un’autorità morale deve anzitutto meritarsela con i comportamenti. A prescindere da quel che combinano i famigerati Altri.

Martedì 9 marzo 2010 | Alberto Ronchey, il fattore K e la lottizzazione

InUncategorized su 9 marzo 2010 a 9:22 AM

E’ morto Alberto Ronchey. Direttore de La Stampa, editorialista de Il Corriere della Sera e Repubblica.


Versione online: “Addio a Ronchey, giornalista europeo” di Alberto Sinigaglia. Audio “Quando Ronchey inventò il fattore K“, Video “Premio alla carriera nel 2005“. Sul cartaceo c’è anche un articolo di Arrigo Levi “Il signore dei fatti”.


Già da ieri, c’era un audio di Pierluigi Battista, ancora online in prima. L’articolo di Antonio Carioti “E’ morto Alberto Ronchey“, oltre a un articolo firmato da Redazione Online che registra le reazioni “Napolitano: Ronchey figura di spicco del mondo laico e repubblicano“. Sul cartaceo invece, in prima di spalla c’è un articolo di Pierluigi Battista “Ronchey, il rigore e la passione di un uomo libero” con disegno.  Pagine 44 e 45: dopo Battista, ci sono anche Piero Ostellino, Dino Messina e Paolo Conti.


Online: “Addio ad Alberto Ronchey, giornalista indipendente” di Ettore Boffano, “Torquemada dell’italiano, giornalista fino all’ultimo” di Vittorio Zucconi, Repubblica Tv propone il filmato del premio alla carriera, “Alberto di Russia” è un post del blog di Enrico Franceschini.
Sul cartaceo invece c’è un richiamo in prima sopra la testata: “Addio a Ronchey giornalista testardo inventò il fattore K” sotto le firme di Eugenio Scalfari e Nello Ajello. Pagina 60 e 61. Pagina 60 tutta per Scalfari “Il giornalismo testardo di un democratico laico”, Nello Ajello “Così inventò il ‘Fattore K’ e la ‘lottizzazione’”.

Sono morti anche Tonino Carino e Alfredo Todisco.

Lunedì 8 marzo 2010 | Arrestato Adam Gadahn o forse no

InUncategorized su 8 marzo 2010 a 3:26 PM

Questa mattina su molti giornali si trova la notizia dell’arresto di Adam Gadahn in Pakistan. La notizia è stata smentita poi oggi, anche se voci avevano iniziato a circolare già ieri sera (ore 23:33):

E’ interessante vedere come, nonostante questo, continui a girare – abbastanza indisturbata per la rete.
Ecco Google News in English (ore 16:00):

e Google News in italiano:

L’Ansa ha pubblicato la smentita sul proprio sito online 3 ore fa.

Lunedì 8 marzo 2010 | La notte degli Oscar, Bigelow e l’Otto marzo

InUncategorized su 8 marzo 2010 a 2:01 PM

Nulla sulla notte degli Oscar sui giornali di oggi, che hanno dovuto chiudere prima. Per Corriere.it è ancora la prima notizia, fin dalle 8\9 di stamattina:

Cambia però il titolo:

Un sacco di contenuti, visto il fuso orario, vanno direttamente online: Gli Usa hanno metabolizzato la guerra di Alessandra FarkasIl trionfo di Kathryn arriva all’ottavo film di Paolo MereghettiIndipendenti: trionfa “Precious” di Giovanna Grassi.

[Aggiornamento delle 18:00] Terzo titolo:

Gli “Oscar italiani” che stamattina nel titolo erano “Due premi italiani”, adesso sono diventati “Due Oscar italiani? Non proprio”, un post di Alessandra Farkas. In più è stata pubblicata anche un Ansa sull’incasso di The Hurt Locker.

Repubblica.it invece dedica meno spazio, e sempre lo stesso fra mattino e pomeriggio:

Se si guarda i siti dei quotidiani stranieri, stamattina Nytimes.com apriva con gli Academy Awards, poi sostituti:

La scelta è quella di dedicare l’apertura alla situazione economica in Francia:

La Times invece continua ad aprire con gli Oscar, anche se cambia titolo e foto, qui sotto le due versioni a confronto:

Anche qui cambia il titolo e la foto:

Qui, al contrario di Corriere.it, scompare il gioco di parole.

Domenica 7 marzo 2010 | Editoriali: il Pdl e la “Gente” e Galli della Loggia e i “Comunisti involontari”

InUncategorized su 7 marzo 2010 a 5:25 PM

Giovedì 4 marzo, dopo l’editoriale fantasma di Galli della Loggia, i tre coordinatori del Popolo della Libertà avevano risposto con una lettera dal titolo “Noi un partito vero, la Gente [maiuscolo] ha capito“. L’incipit era questo:

“Egregio Direttore, le critiche all’ operato del governo, anche quelle più aspre, sono il sale della democrazia e contribuiscono, se bene intese, a correggere i possibili errori e a fare meglio. Vi sono critiche, invece, come quelle dell’ editoriale di ieri del Corriere, che finiscono purtroppo per essere sterili in quanto non scaturiscono da un’ onesta riflessione sulla realtà, bensì da un pensiero auto-referenziale, come direbbero gli intellettuali.”

Sul Corriere della Sera di oggi, c’è la controreplica “Comunisti involontari“. Di nuovo, questo l’incipit:

Il Pdl va rassomigliando sempre di più al Partito comunista di un tempo. I suoi tre coordinatori mi perdoneranno, ma proprio questa è stata l’associazione scattatami nella mente leggendo la loro replica al mio editoriale «Il fantasma di un partito » di mercoledì. Cosa c’entra il Pci? C’entra perché, come spesso capitava con i dirigenti di quel partito, anche Bondi, La Russa e Verdini nella loro replica sono costretti a confutare in pubblico ciò che in privato, invece, un gran numero di loro eminenti compagni di partito (per non parlare d’iscritti ed elettori!) sono prontissimi non solo ad ammettere, ma a denunciare apertamente essi per primi. Per buona educazione non faccio nomi, naturalmente.

Ah, nel frattempo è successo anche questo.

Giovedì 4 marzo 2010 | Il collegato lavoro e l’Atesia: colonnina su Il Sole 24 Ore

InUncategorized su 4 marzo 2010 a 8:28 AM

La schedina di Welfare For Life, per info: http://welfare.sanprecario.info

Ieri, dall’Ansa:

(ANSA) – ROMA, 3 MAR – E’ legge il ddl delega sul lavoro, collegato alla Finanziaria, approvato in via definitiva al Senato. L’aula lo ha esaminato in quarta lettura. I voti favorevoli sono stati 151, quelli contrari 83 e 5 gli astenuti. Il provvedimento contiene fra l’altro norme sui lavori usuranti, gli ammortizzatori sociali, l’apprendistato e le controversie sul lavoro.

Il Sole24ore oggi apre con “Nuove regole per il lavoro”. Schede su Corriere della SeraRepubblica e Sole24ore, oltre ad un articolo qui.
Lo stesso giornale che, in una colonnina a pagina 2 scrive: “Tetto all’indennizzo per i finti co.co.co”.
Fatte salve le sentenze passate in giudicato, nel caso di accertamento della natura subordinata nei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa il datore di lavoro – che ha offerto la “stabilizzazione” – è tenuto a indennizzare un importo compreso fra 2,5 e 6 mensilità di retribuzione”.

Repubblica titola “Ex Atesia, cancellati i diritti riconosciuti fatale una “postilla” in fondo al ddl 1167“:

“Atesia  -  oggi ribattezzata Almaviva – fu condannata anche a pagare una maxi multa (quasi 100 milioni di euro), fece ricorso al Tar contro i verbali degli ispettori, riuscì a farsi condonare le sanzioni attraverso la Finanziaria 2007 e a scaricare in parte sullo Stato la spesa per il contributivo arretrato. Infine, concordò con i sindacati confederali nazionali una “regolarizzazione” globale per i dipendenti del gruppo. In pratica, tutti i co. co. pro. sarebbero stati assunti a tempo indeterminato con un contratto part-time a orari flessibili (in base alle esigenze aziendali) e a 500 euro mensili, a condizione che rinunciassero a qualsiasi pretesa sul pregresso.
Nel periodo trascorso dal 2007 a oggi, gli operatori che rifiutarono quell’accordo e si sono rivolti ai giudici hanno vinto la causa prima in tribunale poi in corte d’appello, ma ora quelle poche righe del ddl 1167 stanno per cancellare i loro diritti e le sentenze dei giudici che li hanno riconosciuti.”

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